VERTIGINI, COLLO e POSTURA

VERTIGINI COLLO e POSTURA (1)

Se soffri di DISTURBI dell’EQUILIBRIO (vertigini ed altro) sei nel posto giusto.

Ma perché ho voluto provocatoriamente mettere assieme lupo, capra e cavoli, ovvero VERTIGINI, COLLO e POSTURA?

Perché fra DISTURBI dell’EQUILIBRIO (vertigini, instabilità, sbandamenti ed altro), TENSIONI e DOLORI CERVICALI e POSTURA CORPOREA esiste una relazione funzionale molto stretta, sebbene assai poco conosciuta o del tutto ignorata, 

Ti sembra strano? 

Ma come immagini siano il collo e la postura del corpo di una persona che soffre di disturbi dell’equilibrio? Sciolti e rilassati o tesi, rigidi e contratti?

E come pensi sia possibile sciogliere le tensioni del collo, delle spalle, della schiena e del respiro di una persona che, soffrendo di disturbi dell’equilibrio, sta in piedi rigida come un palo e si muove lentamente come se avesse il freno a mano tirato?

Certo che lo sai, e lo sai proprio perché, ora che te ne parlo in modo esplicito, ti riconosci perfettamente in quello che ho detto e ancor più in quello che fra poco ti dirò.

Ritorniamo a considerare questo concetto fondamentale ma assai poco conosciuto:

EQUILIBRIO e POSTURA CORPOREA sono due facce di una stessa medaglia che vanno considerate sempre assieme, pena il fallimento di ogni tentativo terapeutico.

Cosa succede infatti se facciamo un trattamento per dare sollievo alle tensioni e ai dolori cervicali di una persona che soffre di DISTURBI dell’EQUILIBRIO?

Succede che i disturbi dell’equilibrio non solo non migliorano ma spesso subiscono un rapido peggioramento. E ti ritrovi con il collo ancor più teso e dolente e, non di rado, con il mal di testa, difficoltà di concentrazione, senso di confusione mentale e crisi d’ansia. 

Come mai?

Perché, quando soffriamo di disturbi dell’equilibrio, anche nel caso di un semplice senso di instabilità, fugaci sbandamenti o lievi vertigini soggettive, il nostro istinto ci porta a stabilizzarci il più possibile.

Ciò avviene contraendo i muscoli del collo per tener ferma la testa, limitando al massimo le oscillazioni corporee e rallentando i movimenti come se avessimo il freno a mano tirato.

È certamente vero e necessario che il collo, talora così rigido e dolente da causare mal di testa (cefalea muscolo-tensiva), difficoltà di concentrazione, confusione mentale, disturbi visivi e molto altro ancora, debba essere curato e liberato. 

Ma se si parte dalla liberazione del collo prima di curato i disturbi dell’equilibrio, l’esito sarà inesorabilmente un ulteriore irrigidimento del collo e dell’intera postura corporea. 

Vediamo di chiarire meglio le cose.

IN CHE MODO SI MANIFESTANO I DISTURBI DELL’EQUILIBRIO?

Le forme più comuni di DISTURBI dell’EQUILIBRIO vanno dal senso di instabilità o di eccessiva oscillazione del corpo agli sbandamenti improvvisi, dal senso di rotazione della testa (vertigine soggettiva) ai casi più gravi in cui tutto inizia a girare (vertigine oggettiva) e abbiamo seria difficoltà a mantenerci in piedi. 

Compaiono in situazioni ben definite, ad esempio quando ci sdraiamo velocemente, ci rialziamo e soprattutto quando ci giriamo su di un fianco (sempre da sdraiati), oppure quando siamo in piedi o seduti e guardiamo in alto o ruotiamo velocemente la testa o l’intero corpo. 

Ma questi non sono che esempi grossolani riferiti ad alcuni dei sintomi più comuni ed evidenti.

C’è molto altro che dovete sapere, e vi stupirete per quanto ora vi dirò!

QUALI SONO I DISTURBI DELL’EQUILIBRIO PIÙ FREQUENTI

Dolori e rigidità cervicale, mal di testa, occhi pesanti e stanchi, difficoltà di messa a fuoco, visione sdoppiata o instabile.

  • Tensioni e dolori muscolari e articolari diffusi, rigidità vertebrale e stanchezza cronica.
  • Senso di confusione mentale, nausea, disorientamento, difficoltà di concentrazione. 
  • Ansia, palpitazioni, insonnia, respiro affannato, attacchi di panico.

Per non parlare degli aspetti di squilibrio neuroendocrino, gastrointestinale ed altro… un mare magnum in cui c’è davvero da perdersi.

Sia ben chiaro. Non è che questi sintomi compaiono tutti assieme.

 Ogni persona ha la sua storia e un suo pacchetto individuale di sintomi variamente assortito. Di conseguenza, da caso a caso, cambia anche il percorso terapeutico perché le caratteristiche funzionali dei disturbi non sono le stesse.

Ogni caso è sempre un caso a sé e ogni DIAGNOSI deve essere sempre RIGOROSAMENTE INDIVIDUALE.

CHE COSA INTENDO PER DIAGNOSI RIGOROSAMENTE INDIVIDUALE ?

Intendo innanzitutto, come vi ho già detto, una diagnosi precisa e completa eseguita da un otorinolaringoiatra esperto in vestibologia.

Ma questa attenta analisi diagnostica preliminare richiede anche un altrettanto attenta e approfondita analisi della persona che, tenendo conto della sua storia individuale e dei disturbi e dei sintomi che la caratterizzano, ricerchi sia la loro origine che il loro senso, la ragione autentica della loro presenza e della loro persistenza.

Poiché le componenti fisiche e quelle psico-emozionali dei disturbi e dei sintomi dei disturbi dell’equilibrio sono intrinsecamente correlate, è di fondamentale importanza che le persone non si limitino a parlarne “da fuori” ma “da dentro”, ovvero giungendo a descrivere nel modo più semplice e immediato le proprie percezioni, le proprie emozioni e i propri pensieri senza utilizzare etichette o descrizioni asettiche imparate a memorie su internet.

Ecco cosa significa fare una diagnosi rigorosamente individuale. Significa non solo capire ma comprendere la persona che abbiamo di fronte e la sua storia. Solo in questo modo possiamo adottare le terapie più appropriate.

LA TERAPIA È RIGOROSAMENTE INDIVIDUALE

La TERAPIA deve essere RIGOROSAMENTE INDIVIDUALE perché ogni persona è unica e irripetibile, ed è questa persona che va curata, con questi particolari sintomi e questi particolari disturbi, non un’altra che più o meno le assomiglia.

Il mio personale metodo di lavoro con le persone che soffrono di DISTURBI dell’EQUILIBRIO stabilisce un ordine preciso degli interventi da eseguire.

Il punto di partenza è sempre la cura dei DISTURBI dell’EQUILIBRIO a cui fanno seguito interventi sugli altri disturbi (in primo luogo sulle tensioni e i dolori cervicali) con tecniche sia di terapia manuale (osteopatica, cranio-sacrale ed altro) che di rieducazione e riabilitazione funzionale (con esercizi che, una volta appresi, vengono eseguiti quotidianamente a casa in totale autonomia).

Ma la terapia si svolge anche sul piano psico-emozionale perché le persone che soffrono di DISTURBI dell’EQUILIBRIO sono ansiose, sempre “sul chi va là” e talora colpite da veri e propri attacchi di panico.

Se mi consentite l’analogia il mio metodo di lavoro cerca di creare, fra me e le persone che curo, una relazione di grande empatia e affiatamento come quella fra allenatore e atleta.

Ma non preoccupatevi. Per far questo non è necessario essere atleti.

Con la giusta motivazione e impegno reciproco, da parte mia e del paziente, il percorso di cura diventa molto più piacevole e rapido e la sua efficacia ne guadagna enormemente.

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